No sé si estáis siguiendo el conflicto que existe actualmente dentro del PSOE entre la dirección federal (Rubalcaba) y el PSC en Catalunya, acerca del derecho a decidir. Bueno, no voy a meterme demasiado en esta cuestión, pero sí en otra que me llama poderosamente la atención: resulta que la mala de todo esto parece Carme Chacón, diputada del PSC, que no está de acuerdo en los planteamientos de su partido en este tema, pero que tampoco se sitúa junto a los Rubalcaba, Soraya Rodríguez, Elena Valenciano, etc. Y, sobre todo, se imponen sanciones económicas, por uno y otro lado, por romper la disciplina de voto del partido. Intentaré desarrollar mi estupor con un breve desarollo de la cuestión.
Un blog. Una opinión. Un esfuerzo por entender el mundo que nos rodea. Un modo de implicarse. Una vía para pensar por mí mismo. Una mirada personal. Nada más y nada menos.
jueves, 28 de febrero de 2013
miércoles, 6 de febrero de 2013
Desde el sístema, sí. Cualquiera, no.
Son más de once de la noche. Tengo un trancazo encima que no me lo merezco (y sí, podría yo mismo hacer las bromas con la dichosa palabrita, pero prefiero que las hagais vosotros). Me siento delante del ordenador y pongo la radio. Escucho a Esperanza Aguirre. Flipo en colores. Seguramente algunos pensaréis que, aquello que ha manifestado, está bastante en consonancia con algunos de los pensamientos que tradicionalmente he expresado. Pero claro, estas declaraciones, viniendo de quien vienen, me escaman bastante. ¿Quieres saber, brevemente, por qué? Sigue leyendo.
En
Madrid, España
a las
23:39
martes, 5 de febrero de 2013
Come cambiare rotta?
In Spagna (e credo che sia così
anche in Italia) la gente si lamenta della situazione politica ed economica. A
questo, dobbiamo aggiungere tutti gli scandali di corruzione che si pubblicano
là e qua. Lo Stato non riscuote le tasse a sufficienza e spende più di quello
che c'è. La fiducia in quelli che sono al potere cade velocemente. La risposta
della società è non votare, lamentarsi, abbassare la testa e pensare che le
cose siano così, che potrebbero andare peggio. C'è una atmosfera di
demoralizzazione, di pesimismo e rassegnazione. La gente si chiede, o per dirlo
meglio si chiedeva come si potrebbe cambiare questa situazione. E dico "si
chiedeva" perché la gente ha perso la speranza. Non crede che nulla possa
cambiare. Forse perché non crede che sia capace. Forse perché se ne frega.
Forse perché pensa che non importa che o quanto si faccia, perché non servirebbe
a niente. Io penso che sia perché non ha trovato una vera risposta alle sue
domande.
Io invece credo di avere trovato questa risposta. Non è una bacchetta magica, quindi non camberebbe nulla da un giorno all'altro. Dico di più: con questo investimento, si impiegheranno anni, forse decenni ma sono sicuro che il cambio sarà un vero cambio, profondo e di successo.
La risposta? L'istruzione.
Se noi facciamo possibile adesso un’istruzione di qualità ed accesibile, i bambini di oggi riusciranno a cambiare le cose e questo nostro mondo diventerà in un posto migliore.
Io invece credo di avere trovato questa risposta. Non è una bacchetta magica, quindi non camberebbe nulla da un giorno all'altro. Dico di più: con questo investimento, si impiegheranno anni, forse decenni ma sono sicuro che il cambio sarà un vero cambio, profondo e di successo.
La risposta? L'istruzione.
Se noi facciamo possibile adesso un’istruzione di qualità ed accesibile, i bambini di oggi riusciranno a cambiare le cose e questo nostro mondo diventerà in un posto migliore.
sábado, 2 de febrero de 2013
Un modo nuovo di fare le cose è quello che ci vuole
Si sta diffondendo l'idea di cui non viviamo soltanto in una crisi economica, ma anche sociale e politica. Devo dire, dal mio umile punto di vista di storico, che tutte le tre sono sempre collegate. La questione è che, fino adesso, non era vissuta una crisi così grande da quella del '29 che è finita in odio, estremismi ed una guerra di dimensioni estraordinarie che ha coperto il mondo di morte. E, anche se dobbiamo essere contenti del fatto che il essere uomo sembra di avere imparato a non risolvere i problemi con carri armati e bombe, non è meno vero che la crisi peggiore non è nessuna di quelle che ho detto prima, ma la crisi morale ed etica che c'è nel nostro mondo "civilizzato".
En
Madrid, España
a las
15:12
Una nueva forma de hacer las cosas es necesaria
Está empezando a extenderse la idea de que no sólo vivimos en una crisis económica, sino en una crisis política y social. He de decir, desde mi humilde punto de vista de historiador, que las tres suelen ir ligadas siempre. La cuestión es que, hasta ahora, no se había vivido una crisis tan grande desde aquella del 29 que acabó en odio, extremismos y una guerra de extraordinarias dimensiones que sembró de muerte esta tierra. Y, aunque debemos alegrarnos de que el hombre parece haber aprendido algo sobre cómo intentar resolver esto sin necesidad de tanques ni bombas, no es menos cierto que la peor de las crisis no es ninguna de las anteriores, sino la crisis moral y ética que asola nuestro mundo "civilizado".
En
Madrid, España
a las
14:20
Suscribirse a:
Comentarios (Atom)