sábado, 2 de febrero de 2013

Un modo nuovo di fare le cose è quello che ci vuole

Si sta diffondendo l'idea di cui non viviamo soltanto in una crisi economica, ma anche sociale e politica. Devo dire, dal mio umile punto di vista di storico, che tutte le tre sono sempre collegate. La questione è che, fino adesso, non era vissuta una crisi così grande da quella del '29  che è finita in odio, estremismi ed una guerra di dimensioni estraordinarie che ha coperto il mondo di morte. E, anche se dobbiamo essere contenti del fatto che il essere uomo sembra di avere imparato a non risolvere i problemi con carri armati e bombe, non è meno vero che la crisi peggiore non è nessuna di quelle che ho detto prima, ma la crisi morale ed etica che c'è nel nostro mondo "civilizzato".



Mi sono sempre lamentato per la mancanza di giovani nelle manifestazioni. Pensatelo un attimo. La mia generazione (i primi '80), la precedente e certamente le posteriori, siamo natti in un mondo dove non abbiamo bisogno di fare nulla (per lo meno, qui in Spagna). Era già tutto fatto. Non abbiamo dovuto lottare in contro di repressioni, dittature o per la nostra libertà. Questo è già fatto per i nostri gennitori ed i nostri nonni. Questa è la radice della nostra mancanza di consapevolezza sociale e politica. Fino ad ora, le cose si hanno fatto (e si continuano a fare) nel modo in cui sono state capite quando avevano ancora delle ragioni per lottare. Non mi riferisco ai politici, ai personaggi publici, ecc. Mi riferisco al modo in cui si fanno le cose. Ci vuole un cambio nei modi.

Tutto questo è perché ho visto la conferenza stampa senza domande di Mariano Rajoy dopo il "caso Bárcenas". Non entrerò in valutare il contenuto, ma sì il modo. Bisogna che, dopo dare le spiegazioni agli spagnoli (il suo dovere, o dovremmo esigerlo così), i politici più importante del suo partito, si alzino ed applaudano come se avesse fatto qualcosa di straordinario? Sul serio? Stai tagliando e facendo la vita più dificili agli spagnoli  ed applaudite? Ed è lo stesso per gli altri politici. La risposta di una opposizione seria ed etica è fischiare come se fossero in uno stadio di calcio?

Ci vuole un cambio nel modo di fare le cose. Più rispettoso. Meno altezzoso. Meno egoista. Se ci vuole tagliare, escano ed lo speghino agli spagnoli (anche se penso che questo è valido per tutte le nazioni). Perché si fa, come si fa e perché si fa così e non in un altro modo. Se non si è d'accordo, non fischiare. Producano una alternativa al Governo ed alla popolazione. Se si difende l'innocenza d'uno stesso, si difende, si argomenta e si continua a lavorare, non ricevendo degli applausi. Non mi immagino questa reazione in un giudizio: un presunto colpevole che si difende e che riceve degli applausi del resto della sala.

Ci vuole un modo nuovo di fare le cose e per questo bisogna che i giovani diamo un passo di fronte. I modi antichi sono stati validi e necessari. Non più. O non devrebbero essere validi. Quel che continui a dire che noi, la popolazine, i citadini, non abbiamo una parte di responsabilità (per permetterlo sopratutto) continua vivendo nei tempi antichi. Il "tutto per il popolo ma senza il popolo" deve finire. Ma deve finirlo il popolo. Il cambiamento è in noi.

Ma questo, credo, sia un'altra storia.

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